Lyrics to Breve Invito A Rinviare Il Suicidio :
Va bene, hai ragione,
se ti vuoi ammazzare.
Vivere é un offesa
che desta indignazione...
Ma per ora rimanda...
E’ solo un breve invito, rinvialo.
Va bene, hai ragione,
se ti vuoi sparare.
Un giorno lo farai
con determinazione.
Ma per ora rimanda...
E’ solo un breve invito, rinvialo.
Questa parvenza di vita
ha reso antiquato il suicidio.
Questa parvenza di vita, signore,
non lo merita...
solo una migliore.
DEDICATO A ME, ALLA MIA ELENA, A BARBARA, A FRANCESCA, A MICHELA E A TUTTE LE MIE AMICHE CHE HO INCONTRATO NEL CORSO DELLA MIA VITA CHE STANAMENTE NE HANNO PIENI I COGLIONI DI VIVERE.
DOLLY NON CE L'HA FATTA. 15/08/72006 MI MANCHI PAZZA...........
AMEN
Publié par vuoti à 21:51:11 dans PENSIERI BALZANI | Commentaires (0) | Permaliens
E IO CHE SPERAVO CHE LUCERNA MENTIS SI COMPORTASSE CON ME COME NEL FANTASTICO TESTO DI QUESTA CANZONE.
Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie, Traduzione: Stia tranquilla, lei riuscira' a sistemare tutto
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via, 2 pastiglie efexor e vedra' le cose diversamente
dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo, ohhh ancora problemi in tribunale?
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai. ma e' lei che si attira certe reazioni eh, se ne freghi
Ti sollleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore le do anche un equilibratore dell'umore
dalle ossessioni delle tue manie. e un po' di xanax al bisogno
Supererò le correnti gravitazionali sono in macchina e sto di fretta mi chiami dopo
lo spazio e la luce per non farti invecchiare; ma lei e' giovanissima! ( in confronto a lei..vetusto pelato di uno)
e guarirai da tutte le malattie. "Lei non e' ne' borderline ne' nevrotica" . E allora che cazzo sono qui a fare?
Perchè sei un essere speciale lei e'piena di risorse
ed io avrò cura di te. e del suo portafoglio
Vagavo per i campi del Tennessee, ah, poi sono io a dover prendere gli psicofarmaci?
come vi ero arrivato chissà ma tu fumi oppio dottore
non hai fiori bianchi per me? se non mi chiami piu' al massimo ho dei crisantemi
più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare. ma chi? i fiori?
Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza, si infatti non rispondi mai a email e sms
percorreremo assieme le vie che portano all'essenza. all'oppio?
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi, ma io c'ho povato col Poison Hypnotic ma non ha sortito effetto
la bonaccia d'Agosto non calmerà i nostri sensi.speriamo che ti tiri un giorno per me
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto, si, poi? Va' che non mi accontento
conosco le leggi del mondo e te ne farò dono. Le leggi dei neuroni che mi stai massacrando?
Supererò le correnti gravitazionali ammo'?
lo spazio e la luce per non farti invecchiare; pensa per te 1964!
ti salverò da ogni malinconia. guarda, basterebbe che mi portassi a letto
Perchè sei un essere speciale Lo so
ed io avrò cura di te. Mi fai i ravioli stasera?
Io sì che avrò cura di te Va bene anche un brasato
e invece----LUCERNA PENSAVA SOLO A......
.
E A ..................
ma che merda di vita.........
Publié par vuoti à 20:15:11 dans PENSIERI BALZANI | Commentaires (0) | Permaliens
Verità e pazzia
La psichiatria, gli psichiatri e le psichiatre,
dopo aver messo le loro mani su una persona, la lasciano, di fatto,
senza destino, senza futuro, senza niente. Le persone vengono spogliate e
private di tutto. Ecco il loro destino, il loro futuro: il nulla assoluto,
il ghiaccio perenne nel cuore, l'anelito spezzato sul nascere.
La follia è a discrezione della maggioranza.
Anonimo
La ragione è la follia del più forte. La ragione del meno forte è follia.
Eugène Ionesco
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Verità e pazzia
C'è una frase che così recita: "I pazzi dicono sempre la verità". Ce n'è un'altra che mi pare sia più usata; ma a prescindere da ciò, quello che conta è che quest'altra frase racchiude ed esprime in modo molto più calzante uno specifico concetto. La frase è "Solo i pazzi dicono la verità".
Solo i pazzi dicono la verità: questa è la più grande verità che esiste, che sia stata mai detta. Ed è la più grande verità non per ciò che, letteralmente, le parole dicono ma per la verità che le parole contengono in sé. Si deve cioè estrapolarne il significato più giusto e più reale, il vero significato.

Prima di fare ciò, voglio però soffermarmi sulla frase riportata (basta il riferimento alla seconda). Solo i pazzi dicono la verità: solo un "pazzo" può dire la verità. Ed è vero, difatti, in questo mondo falso ed imbroglione e basato sulle mere apparenze, solo un "pazzo" può arrischiarsi a dire il vero e a mostrarsi per ciò che è. "Solo i pazzi dicono la verità" è una verità, per cui, chi ha coniato la frase e la ripete, è "pazzo"; difatti, solo i pazzi dicono la verità.
Arriviamo ora al clou. Non è vero che i pazzi dicono sempre la verità, non è vero che solo i pazzi dicono la verità. E non è vero per il semplice fatto che la pazzia, i pazzi e le malattie mentali non esistono. La frase però rimane ugualmente la più grande verità per la verità che contiene in sé, e cioè che chi dice la verità, viene preso per pazzo, viene considerato pazzo, viene etichettato come pazzo, in special modo coloro che dicono particolari verità.
La frase "Solo i pazzi dicono la verità", è stata ed è invertita, come tutte le altre cose di questo mondo, ove tutto viene messo e detto al contrario di come effettivamente è. La frase corretta, giusta, vera, è "Chi dice la verità è pazzo", "È pazzo chi dice la verità", "Va considerato pazzo solo chi dice la verità", "Chi dice la verità, va macellato con la falsa etichetta di pazzo". I pazzi non esistono. Come tali vengono tacciati coloro che dicono verità destabilizzanti per le altre persone.

Quello della pazzia è il trucco più vecchio, più usato, più efficace e più infame fra quelli esistenti. In qualunque situazione, a chi si vuole sbarazzare facilmente e sbrigativamente di qualcun altro, gli basta dire che questi è pazzo. Non è così, signori cari? Una persona può anche fare un discorso succoso e ineccepibile, ma basta dire che è pazzo e tutto il suo discorso "non vale più niente perché la persona, essendo pazza, non è attendibile". Ciò sempre e comunque quando si è sul generale (ad esempio, se si esprime la propria idea su qualcosa). E ciò diviene più esasperato se le parole di qualcuno sono indirizzate su una persona, se toccano la sfera personale. Qui le persone se dicono una verità, sono ancora più pazze. Poi, più "alto" è il livello e ancor più peggiora la cosa. Ad esempio, mica un comune mortale si può permettere di dire la sua su "un pezzo grosso". Se poi questo pezzo grosso è lo psichiatra, penso che ognuno capisca da sé come vanno le cose. Con questi, non c'è manco bisogno di esprimere una qualche critica o giudizio nei loro confronti. Basta solo esprimere una idea diversa dalla loro, e l'etichetta è già affibbiata.
Pazzo, quindi uno che dice cose senza senso, uno che fabula, uno che non è attendibile. Quando uno psichiatra viene da qualcuno accusato, cosa dice? Che è un povero pazzo o una povera pazza. E certo che dice ciò: è stata detta una verità su di lui. Osservate la differenza. Se uno etichettato come pazzo dice qualcosa di sconveniente per lo psichiatra, questi dice che chi lo accusa è pazzo. Però se uno diagnosticato come pazzo dice che lo psichiatra è bravo e competente, lo psichiatra non dirà che è pazzo, lo psichiatra si compiacerà dei complimenti del "pazzo". Cioè, se la stessa persona di volta in volta accusa o loda lo psichiatra, a seconda delle prime e delle seconde, cioè di ciò che allo psichiatra conviene, sarà pazzo o "non pazzo". Ma allo stesso modo in cui una specifica corda è sempre della stessa lunghezza e non può certo accorciarsi o allungarsi, un pazzo non dovrebbe essere sempre pazzo? Come fa un pazzo ad essere a volte pazzo e a volte no? Questioni di convenienza per lo psichiatra, è ovvio. Il pazzo è credibile e affidabile quando loda lo psichiatra. All'improvviso, un pazzo diviene credibile, chissà come mai.
E che "Dio" ce ne scampi da certe cose. Difatti, fino a quando uno se ne sta zitto o loda certi operatori umanitari, va tutto bene, il giochino va bene. Ma se qualcuno viola il patto di non dire mai la verità e ne dice una, apriti cielo. Basta una minima cosa e la commedia, la farsa non può più essere portata avanti, le sicurezze svaniscono, tutto crolla. Basta una piccolissima verità, e chi la dice scatena come minimo cori unisoni pieni di falsa indignazione "Questo infame, questo schifoso, questo calunniatore, offende e mette in dubbio noi e la nostra professionalità e competenza!". Sì, perché, spostandomi in altro campo per farmi capire meglio, uno può essere pestato a sangue, ma non deve dirlo, perché se lo fa, è solo un infame che vuole infangare una qualche divisa. Questo già, e torno anche agli operatori umanitari, solo quando uno si limita a descrivere i fatti senza metterci elementi di critica e di condanna verso coloro che compiono certe cose. Quando poi si ci aggiungono queste, vi lascio immaginare le reazioni.
Ma torniamo ora al discorso principale, perché ora, diciamo, viene il bello (almeno per me). E il discorso che ho qui impostato non è per voi un discorso da pazzi? Certe persone, non lo state pensando sprezzanti e velenose "Ma questo è pazzo, questo è malato!". Divertente, molto divertente la cosa: così facendo, puntellate alla grande le mie argomentazioni. Infatti, solo i pazzi dicono la verità, e la dicono sempre, per cui, se dite che sono pazzo, state riconoscendo che ho detto la verità e che tutto quello che ho scritto è giusto e vero. Divertente il tutto, molto divertente, specie se penso a certe persone e specie se penso a chi sono coloro che mi prenderanno per pazzo.
Vi ho "incastrati". Decidete. Opzione 1: le mie sono magari sciocchezze ma non sono pazzo. Infatti, Opzione 2: se mi giudicate pazzo vuol dire che sto dicendo la verità.

Non potete avere l'una e l'altra cosa, cioè non mi potete giudicare un pazzo che dice bugie, e questa cosa è veramente molto divertente. Al contrario, io posso avere, come si suol dire dalle mie parti, carne e pipa. Difatti, ho detto la verità e non sono pazzo. Oppure, tornando alle opzioni, il vostro pensare che io sia pazzo è una verità, e allora anche voi siete pazzi perché solo i pazzi colgono e dicono la verità... Insomma, decidetevi. Poi magari mi fate sapere... E non serve pensare o dire con stizza o con assoluta calma "Meglio lasciar perdere perché costui è pazzo", difatti, lo ripeto, se ciò fosse vero, cosa significherebbe?
Ora è giunto il momento di concludere. La mia Verità è che chi dice la verità vien preso per pazzo. Ma voglio tornare alle frasi iniziali, giocando sui significati delle frasi e sui suoi contrari. Solo i pazzi dicono la verità, i pazzi dicono sempre la verità, ma la tragica realtà è che queste persone non vengono mai ascoltate da nessuno, e se ascoltate, non vengono mai credute. Questa è la verità e la realtà. Chi dice il vero, non viene mai creduto, e chi dice certe verità, suscita particolari risposte emotive, destabilizzanti e che mettono in seria crisi e in grave difficoltà chiunque. In un mondo ove tutti sulla maggior parte delle cose mentono, ove nessuno dice mai certe cose, chi dice la verità dice veramente cose dell'altro mondo, cose inaudite, mai sentite dire, e viene conseguentemente preso per un marziano, per un alieno e per chissà cos'altro ancora.

Per cui, chiudendo, se sono pazzo, ho detto delle verità, se mi state prendendo per pazzo per quello che ho detto, vuol dire che ho detto delle verità. Gli elementi comuni nei due "se" sono la pazzia e la verità. Togliendo la pazzia, che non esiste, rimane solo la verità in ciò che ho detto. In ogni caso, e lo voglio ripetere, anche se esistesse la pazzia e anche se io fossi pazzo, permarrebbero le verità che ho detto. Cioè, sia che io sia pazzo sia che non lo sia, quelle che avete letto sono verità. O con le mie argomentazioni o col discorso di altri, l'elemento finale e sempre presente è la verità.
Il punto è che l'etichettare una persona come pazza, altro non è che il soffocare e il non far emergere la verità, e in particolar modo certe verità.
Non ho altre verità qui da aggiungere, le altre le dirò solo in presenza del mio avvocato. E il mio avvocato, altri non può essere, se esiste, che Dio..

QUANDO NON SEI AMATO, QANDO SEI GHETTIZZATO, QANDO NO YTROVI PIU' IL FUOCO SACRO, ....CHE STIAMO QUI A FARE? CIAO ELENA
Publié par vuoti à 01:23:30 dans PENSIERI BALZANI | Commentaires (0) | Permaliens
Mi chiedo se non sia il caso di mollare questo
transfert, perche' sono sicura che mi portera' dolore.
E anche se andasse bene, si rovinerebbe tutto il percorso psicanalitico
che mi stan facendo. Oddio, Mr.V e' solo un farmacista, un chimico con me,
il lavoro grosso lo sta facendo Madame.
Non vorrei arrivare al punto di odiarlo perche' non mi vuole, o perche'
non puo' darmi di piu'. Magari manco e' un transfert, ma bevera curiosita' sessuale.
Mi ritrovo a pensare: "Chissa' questo piccolo ometto quasi albino dalla voce graffiante,
dai modi principeschi e dalla gentilezza raffinata come potrebbe essere a letto?"
La mia fame sessuale e' tanta, ma non abbastanza da non aver bisogno di uno stimolo
mentale fortissimo e lui sto stimolo me lo da'. All'inizio Mr.V mi sembrava asessuato, ora no e credo
che, seppur tenga a me come cliente, perche' quando voglio sono pure divertente
e simpatica, a differenza degli zoombie con cui e' costretto a lavorare, io per lui sia solo
una paziente e basta. Sarebbe il caso davvero di mollare questa infantile fantasia e
tcomportarmi in maniera professionale. Non so se ce la faro' perche' quando riconosco i suoi passi giungere da lontano e
incontro il suo sguardo io mi sciolgo. Mi sembra di vedere un Santo li' per me, per soccorrermi, sorreggermi, darmi pace.
Come posso far finta di niente?
Poi ora si e' umanizzato: ha 2 figli, una moglie, i santi sono casti invece.
Avrebbe fatto meglio a non dirmi niente. E' tonto o non sopportava piu' l'idea che lo vedessi un "non trombante"?
Beh, mancano tanti e tanti giorni. Credo che gli parlero' il meno possibile e che non gli scrivero' piu'.
Tanto era una illusione; e' solo un medico che svolge il suo lavoro. Sono stata io a disegnagli sopra la santita'
che in verita' appartiene solo a me. Era la proiezione di cio' che sono io in realta'. Una martire, una farfalla
col le ali spezzate, che non vola piu' ma mantiene intatta la sua natura e i suoi istinti di liberta', che vorrebbe tanto appoggiarsi su un fiore, girare per giardini colorati. Una farfalla che si limita a vivere di ricordi perche' non puo' piu' volare, puo' solo rimembrare chi fosse un tempo...
Publié par vuoti à 13:16:54 dans PENSIERI BALZANI | Commentaires (0) | Permaliens
Averne pieni i coglioni di questa vita, e nonostamte l'immagine posta, non considerare la morte neppure come la soluzione migliore. Non esistere ....e che ci vuole? Gia' non esisto per nessuno io. Vivo nel mio bunker, mi riempio di psicofarmci rallegranti che fanno effetto sui miei neuroni solo per poche ore. Non aver voglia di vedere nessuno, non aver voglia di confrontarmi con la quotidianita' che magari forse vorrei ma che mi sono o mi e' stata negata. Non aver un marito che mi protegga ma solo un avvocato iperpresente uno psichiatra che amo in maniera vana, e una simpatica psicoterapeuta che sta cercando di spogliarmi dai miei alibi per capire da dove venga sta voglia di sparire. Ma io lo so gia', solo che non glielàho detto perche' ne ho vergogna. Sono stufa di non essere corrisposta in amore. Mai. Solo le merde mi vogliono, e ora che grazie ai farmaci sono diventata anche una personcina gentile e femminile, mi cercano per scopare. Non era quello che volevo, nessuno gradirebbe una vita intera vissuta senza amore. Mio marito? Ho dovuto praticamente pagarlo per farci un figlio. Ho pagato per procreare. Che soddisfazione, eh? Come dovrei sentirmi? Una merda. Pensavo di essere cosi' forte da andare anche contro Dio e il destino pagando uno che mi mettesse incinta, mi rendo conto ora che andar contro il vento non puo' che creare mostri di depressione e alieni di inutilita'.
Non mi si e' mai amata. Tutto qui. E Picozzi, il criminologo che dice: per un bambino meglio avere una famiglia scassata che non avercela. Bah...ho qualche dubbio in proposito. Visto che sono anni che mantengo 3 persone senza aiuto da parte di nessuno, visto che mamma papa' e fratellino caro oramai mi hanno dlegato ogni forma di responsabilita'. Cosa sono, Madre Teresa di Calcutta? E' questo il mio destino?
Publié par vuoti à 14:40:09 dans PENSIERI BALZANI | Commentaires (0) | Permaliens
NOME: Sacerdotessa Dell'Oblio...dimenticare e ricominciare sempre dall'inizio. ARABA FENICE CHE RINASCE DALLE PROPRIE CENERI.
SIGN: PESCIS/ Rising Sun in Scorpio
ETNIA: Strana mistura cosmica probabilmente mandata nella zona sbagliata
ETA': Non ho eta', sono ancora nell'Iperuranio, ma tendenzialmente parecchio infantile.
COSA PENSO DI ME: Penso si essere davvero in evoluzione, andate a cagare e se non vi vado bene fottetevi....non mi servite.
PROFESSIONE: Grafica, giurista per sport.
VIRTU': Generosa, Amante dell'amicizia, Fedele ai patti, sempre.
DIFETTI: Con me bisogna pesare al mg le parole se no CHIUDO AL VOLO.
HOBBIES: Studiare reazioni, relazioni umane, pubblicita' e da poco achitettura
CIBO: poteine......
MUSICA: Depeche Mode, Radio head, TheMuse Colonne sonore varie, Carmen Consoli, Irene Grandi, Kate Bush ( il massimo!)
SCHIERAMENTO POLITICO: NON ME NE FREGA NIENTE, pero'quel cialtrone di Berlusconi e' simpatico, bello, e illuminato da una forza che viene da Venere. Vincera' sempre!
SOGNI: Cerco un centro di gravita' permanente.
ODIO: sentimento troppo nobile per poter essere sprecato con la merda.
AMO: Il mio CAGNOLONE, il mio PINO BLU in giardino e le foto disumane di Emilio Fede ritraenti i meravigliosi visi di Di Pietro incazzato, Prodi con la bocca a bocca di culo di gallina.
| Di | Lu | Ma | Me | Je | Ve | Sa |
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